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		<title>22/30 giugno 2011 &#8211; Lake Tahoe e San Francisco</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 12:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Qui le foto del viaggio] Dopo le &#8220;fatiche&#8221; del campeggio, abbiamo una mezza idea di dirigerci verso Reno e prendere due piccioni con una fava, ovvero visitare sia la città sia il Lago Tahoe. Ci mettiamo alla ricerca di una &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=624">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://web.me.com/elleditrad/Photos/California_-_11.06.html" target="_blank">Qui</a> le foto del viaggio]<br />
Dopo le &#8220;fatiche&#8221; del campeggio, abbiamo una mezza idea di dirigerci verso Reno e prendere due piccioni con una fava, ovvero visitare sia la città sia il Lago Tahoe. Ci mettiamo alla ricerca di una sistemazione, e ovviamente (un po&#8217; come a Las Vegas) nei casino ce ne sono di superlussuose (!) e a prezzi più che concorrenziali. C&#8217;è solo un <em>piccolo</em> problema: dato che nei casino non è vietato fumare, è pressoché impossibile trovare un posto che garantisca una camera per non fumatori alla prenotazione (anche se si tratta di mega suite più grandi del nostro appartamento&#8230;). Si può esprimere una preferenza ma, come ci confermano telefonicamente, non è detto che al momento del check-in quella preferenza venga rispettata. La cosa ci fa talmente innervosire che cassiamo Reno, decidiamo di dirigerci direttamente verso il lago e, complice il fido TripAdvisor, prenotiamo <a href="http://www.paradicemoteltahoe.com/" target="_blank">qui</a>: entrambe le scelte si riveleranno più che azzeccate, con buona pace dei casino e delle balene fumatrici che li popolano&#8230;<span id="more-624"></span></p>
<p>Come per lo Yosemite, anche qui il bello inizia dalla strada: in due ore scarse passiamo dalla calura di Sacramento ai pini, ai cottage da <em>Bag of Bones,</em> e alla neve per terra! Verremo poi a sapere dalla proprietaria del motel che ha nevicato fino all&#8217;inizio di giugno (e nevicherà ancora un paio di giorni dopo la nostra partenza). Dopo un pranzo veloce e un giro per il centro (minuscolo) della cittadina ci dirigiamo verso la spiaggia. E qui&#8230; beh&#8230; una cosa è leggere che a South Lake Tahoe si fa il bagno d&#8217;estate e si scia d&#8217;inverno (come testimonia la cabinovia che parte proprio dal centro della cittadina). <a href="http://distillery.s3.amazonaws.com/media/2011/06/22/8f0fa229e65e40a688259ebdbb77ce79_7.jpg" target="_blank">Un&#8217;altra,</a> totalmente diversa, è vedere lago e spiaggia circondati da montagne (montagne alte!) ancora decisamente innevate a fine giugno. Entrambi sbaviamo letteralmente al pensiero di cosa debba essere sciare con questa vista: peccato che per la settimana bianca questo posto meraviglioso mi rimanga decisamente fuori mano :/ La giornata termina con una doccia, un&#8217;ottima <a href="http://www.bluedogpizzatahoe.com/zgrid/themes/836/portal/index.jsp" target="_blank">pizza</a> (buona al punto che torneremo anche la sera successiva) e un giro in Nevada: il confine taglia a metà il lago e si trova a due passi dal nostro motel, con due casino opportunamente piazzati appena oltre. Giochiamo alle slot, ovviamente perdendo e ammazzandoci di risate per quanto siamo incapaci (!), e facciamo ritorno in camera.</p>
<p>Il giorno dopo risaliamo verso la parte ovest del lago: noleggiamo due biciclette con annesso caschetto e trascorriamo la mattinata pedalando lungo una ciclabile di una decina di km. I panorami sono, anche qui, impossibili da descrivere, ma ancora non abbiamo visto niente, perché la tappa successiva è <a href="http://distillery.s3.amazonaws.com/media/2011/06/23/e62fc7127dfa454d86e7eb1fe7af4612_7.jpg" target="_blank">Emerald Bay</a> (visibile solo da sopra, se non si dispone di una barca&#8230;). Tutto è talmente bello, panorami, case, cottage, negozietti che, ancora una volta, sembra di stare in un film. E pensare che, stando alla guida, questa non è nemmeno la parte più bella del lago, che dovrebbe rimanere a nord! Rientriamo che quasi ho il mal di testa&#8230; <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dopo un paio di giorni di riposo, bucato etc, la mattina del 26 giugno partiamo per San Francisco, dopo aver salutato la &#8220;nostra&#8221; casa, e ovviamente dopo aver fatto le pulizie, cambiato le lenzuola e cercato di riportare tutto nelle condizioni in cui era quando siamo arrivati.<br />
L&#8217;elenco delle case in cui siamo stati comincia a essere rispettabile, ma ogni volta andarsene è un piccolo, grande dolore. Di affezionarmi a una stanza d&#8217;albergo non m&#8217;è mai capitato, ma in ognuna delle case dei nostri scambi ho lasciato un pezzettino del mio cuore! Ci consoliamo pensando che San Francisco ci aspetta forse nel suo giorno più speciale, quello del Gay Pride: incidentalmente, la parata ci costringerà a una mezza odissea nel traffico, ma tant&#8217;è; nel primo pomeriggio arriviamo finalmente a destinazione, in un <a href="http://www.pacificheightsinn.com/" target="_blank">classico motel americano</a> che, pur non essendo certo un albergo boutique o un B&amp;B in una casa vittoriana (tutti esauriti&#8230; dicevo appunto del Gay Pride), ha due enormi vantaggi: il parcheggio <strong>gratuito</strong> e la posizione veramente <strong>ideale</strong>, in una zona della città di cui mi innamorerò immediatamente&#8230; il tutto senza costare una fortuna.</p>
<p>Sistemati macchina e bagagli, dopo un <a href="http://cheeseplus.com/" target="_blank">pranzo veloce ma buooono</a>, ci muoviamo a piedi per andare a recuperare il <em>passport</em>, valido tre giorni, per viaggiare sui mezzi pubblici. La rivendita più vicina è accanto a Ghirdardelli Square, e quindi per arrivarci attraversiamo Nob Hill e Russian Hill, passando proprio accanto alla celeberrima Lombard Street, nonché a una serie infinita di vie e viste e panorami dalla prospettiva impossibile.<br />
Me l&#8217;avevano detto tutti, che questa città era favolosa, e non avevo motivo di dubitarne: e infatti, dopo 10 minuti in giro a naso all&#8217;aria, sono già perdutamente innamorata <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il Fisherman&#8217;s Warf è una delle zone più turistiche in assoluto, e in una giornata splendida come questa rigurgita letteralmente di gente, che entra ed esce dai negozi di souvenir, stramangia granchio affogato in tutte le salse, oppure si gode semplicemente il sole, come i buffissimi leoni marini del <a href="http://www.pier39.com/index.cfm">pier 39</a> (ottimo esempio di creature che hanno davvero capito TUTTO della vita). Anche noi facciamo lo stesso, e dopo averlo percorso praticamente fino in fondo torniamo verso l&#8217;albergo, sempre rigorosamente a piedi. A cena, complice il solito TripAdvisor, finiremo in un vicino ristorante cinese veramente ottimo e dalle porzioni spropositate: malgrado la fame, malgrado tutte le portate siano deliziose e la cameriera ci abbia messi gentilmente in guardia, avanziamo una tonnellata di cibo, sentendoci molto in colpa <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  &#8220;Ripareremo&#8221; tornando due sere dopo e ordinando praticamente una cena per uno scarsa che basterà ampiamente a entrambi.</p>
<p>La giornata successiva, nuvolosa e tutto sommato freddina, specie dopo esserci abituati al clima semi-desertico del delta (!), inizia con un&#8217;ottima colazione da <a href="http://laboulangebakery.com/" target="_blank">La Boulange</a>, dopodiché ci dirigiamo verso Chinatown, facciamo la foto di rito davanti al Dragons&#8217;s Gate, gironzoliamo per il quartiere e quindi per North Beach, la Little Italy di San Francisco, non senza un omaggio reverente alla <a href="http://www.citylights.com/" target="_blank">più famosa libreria</a> (beat) della città e forse del mondo (e al <a href="http://www.vesuvio.com/" target="_blank">Vesuvio</a>, dove pare che Kerouac si ammazzasse di vino e altro fino a tarda notte/prima mattina). A pranzo siamo a downtown, non senza aver girato come cretini per una mezz&#8217;ora buona sempre grazie alle informazioni molto aggiornate della Lonely Planet (!), e quindi facciamo visita allo SFMOMA. Purtroppo il secondo piano, dedicato alla fotografia, è in gran parte in allestimento, ma la collezione merita sicuramente e non ci lascia l&#8217;amaro in bocca come quella dell&#8217;equivalente finlandese. Per il rientro saltiamo su un autobus e siamo pronti per cenare (il quartiere pullula di ottimi ristoranti) e poi crollare svenuti a letto.</p>
<p>Ci svegliamo relativamente presto perché abbiamo prenotato la visita ad <a href="http://www.alcatrazcruises.com/" target="_blank">Alcatraz</a> per le 10, quindi puntiamo al pier 33, facciamo rapidamente colazione e poi ci mettiamo in coda per salire sul battello. Ed è allora che inizia a piovere. E piove parecchio. Per tutta la durata della visita. E per tutto il resto della giornata. Scopriremo il giorno dopo che è stata la giornata più piovosa che San Francisco ricordi (in giugno) da&#8230; quando San Francisco ricorda!<br />
Arrivati sull&#8217;isola acchiappiamo due poncho da 2$ che ci impediscono di infradiciarci del tutto e cominciamo la visita. Che è&#8230; tante cose. Intanto affollata, ancora di più visto che oggi non è proprio pensabile visitare l&#8217;esterno della prigione. Interessante, e affascinante. Ben organizzata (basta seguire le indicazioni dell&#8217;audio guida, fornita gratuitamente). E per me, assolutamente <strong>raccapricciante</strong>, complice anche la luce livida che piove sulle pietre tra una sbarra e l&#8217;altra. Non ero mai stata in una prigione prima, penso e spero di non visitarne mai un&#8217;altra, e sono consapevole che chi c&#8217;era finito se l&#8217;era abbondantemente cercata. Ma non posso fare a meno di chiedermi se non sarebbe più consono vietare alla gente di urlare, sghignazzare e fotografarsi facendo smorfie dentro le celle di isolamento&#8230;<br />
Rientrati, passiamo in albergo ad asciugarci e a cambiarci, visto che siamo assolutamente fradici, pranziamo ottimamente alla Boulange e decidiamo di tornare verso Downtown e di infilarci in un enorme <a href="http://www.westfield.com/sanfrancisco" target="_blank">shopping center</a>. È un peccato (anche perché ci sono praticamente solo negozi di vestiti e scarpe&#8230; che tristezza), ma piove veramente troppo per fare qualsiasi altra cosa. A nostra parziale consolazione, in questo pomeriggio quasi sprecato, riusciamo a salire su un <em>cable car</em> sia all&#8217;andata che al ritorno, e quindi possiamo sperimentare una delle meraviglie di questa città di matti. Il conducente che suona la campanella, magari a ritmo, e urla di togliersi di mezzo a chiunque osi mettersi sulla sua strada, ben sapendo che il suo mezzo ha la precedenza su <em>tutto</em>. L&#8217;abilità incredibile di questi personaggi che maneggiano con bravura da ballerini un misterioso sistema di leve. La grazia perfetta con cui salgono e scendono al volo, riuscendo allo stesso tempo a tenere d&#8217;occhio tutti i passeggeri. Malgrado la pioggia battente, non possiamo fare a meno di sentirci un po&#8217; esilarati mentre percorriamo sferragliando le <em>strade di San Francisco</em> <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Del pomeriggio un po&#8217; sprecato ci rifacciamo il giorno dopo: dopo colazione la nostra meta è <em>IL</em> ponte, ovvero il Golden Gate Bridge, che percorriamo a piedi nei due sensi, scattando un miliardo di fotografie da ogni prospettiva possibile, con la fortuna di vederlo <strong>con e senza</strong> <strong>nebbia</strong>: la vista, da qualsiasi punto, è letteralmente impressionante e, di nuovo, sembra di stare in un film.</p>
<p>Ritornati al punto di partenza si è fatta ora di pranzo, quindi saltiamo su un autobus e ci muoviamo in direzione Avenues, dove ci fermiamo per un ottimo Thai, e quindi raggiungiamo <a href="http://www.golden-gate-park.com/" target="_blank">Golden Gate Park</a>, descritto dalla guida come il &#8220;gioiello segreto di San Francisco&#8221;. Il tempo purtroppo resta nuvoloso e non ci permette di godere appieno delle meraviglie di questo parco veramente enorme, pieno di musei e di attrazioni varie, incluso il <a href="http://www.golden-gate-park.com/japanese-tea-garden.html" target="_blank">Japanese Tea Garden</a>, dalle meravigliose atmosfere zen. Mentre ci dirigiamo lemmi lemmi verso l&#8217;albergo il sole torna a fare capolino e la passeggiata ci regala un altro paio dei panorami impossibili-che-sono-possibili-solo-qui; la strada che sale sale sale e a cavallo dell&#8217;orizzonte l&#8217;azzurro del mare. O del cielo, chissà. È talmente bello che non riesco a distinguere, o forse è perché mi manca l&#8217;ossigeno a furia di salite e discese!<br />
Oggi abbiamo camminato tantissimo: il modo ideale, per me, per salutare San Francisco e la California, visto che, dopo tre settimane tonde, domani si torna a casa. Il viaggio che abbiamo aspettato, pensato, organizzato per così tanti mesi e che ci sembrava eterno, a pensarci adesso sembra durato un secondo, e facciamo fatica a pensare che domani saremo su un aereo per 10 interminabili ore, o che, ancora più inconcepibile, in 48 ore saremo rientrati a casa! Facciamo i bagagli con poca voglia: anche se, come sempre mi capita, non sono scontenta di tornare a casa, vorrei teletrasportarmi, e non dover passare attraverso tutto il ciclo aeroporto-checkin-imbarco-viaggio-scalo-reimbarco. In realtà, per una volta il viaggio passerà abbastanza velocemente, almeno per me: 4 pastiglie di melatonina mi assicureranno di dormire per quasi tutto il tempo, e a Londra le 4 ore di scalo si riveleranno provvidenziali, vista la coda notevole ai controlli di sicurezza. Sull&#8217;aereo per Milano siamo circondati da italiani, e soprattutto italiane, urlanti e stupideggianti: ci guardiamo senza dire niente perché non ce n&#8217;è bisogno, per tre settimane non abbiamo avuto contatti con i nostri connazionali e adesso la dura realtà è <em>parecchio </em>dura<em>. </em>Ma come, un attimo fa ero a Cupertino, circondata da mele mangiucchiate, e a Mountain View, tra grazielle dai colori primari, campi da beach volley e piscine per il nuoto controcorrente (il tutto ovviamente riservato ai fortunati possessori di un badge con la Grande G)&#8230; e adesso sto sbarcando dall&#8217;aereo circondata dall&#8217;eterno piripì dei cellulari che-il-mio-non-prende-no-aspetta-adesso-sì? Che abbia sognato tutto? La casa nei <em>suburb,</em> il delta che luccica al sole, l&#8217;autostrada infinita in mezzo ai campi e ai pali della luce, il verde a perdita d&#8217;occhio dello Yosemite, i sorrisi dei californiani che sì, sono davvero la popolazione più assolutamente solare e gentile e cordiale dell&#8217;universo, le bandiere arcobaleno e la gente nuda per strada (o quasi), i <em>cable car</em>, i leoni marini, il ponte arancione che avrebbe dovuto essere grigio cemento?</p>
<p>Ci buttiamo a letto, distrutti dal fuso e dalla stanchezza, e prima di cedere finalmente al sonno, riesco ad articolare soltanto un ultimo pensiero: &#8220;Se è stato un sogno&#8230; spero di rifarlo presto&#8221;.</p>
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		<title>18/20 giugno 2011 &#8211; Il parco nazionale dello Yosemite</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 11:04:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[Qui le foto del viaggio] Lo Yosemite è a più di due ore di auto da &#8220;casa&#8221;, ma non vogliamo ovviamente rinunciare a visitarlo, e decidiamo di fermarci un paio di notti. Scopriamo presto, però, che è più facile a dirsi &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=603">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://web.me.com/elleditrad/Photos/California_-_11.06.html" target="_blank">Qui</a> le foto del viaggio]<br />
Lo Yosemite è a più di due ore di auto da &#8220;casa&#8221;, ma non vogliamo ovviamente rinunciare a visitarlo, e decidiamo di fermarci un paio di notti. Scopriamo presto, però, che è più facile a dirsi che a farsi: siamo in altissima stagione, perdipiù avendo piovuto tanto le cascate sono particolarmente spettacolari, insomma c&#8217;è una folla di gente che mollami, e tutti i lodge all&#8217;interno del parco sono pieni&#8230; fino alla fine di luglio! <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> <span id="more-603"></span>Scoraggiati, stiamo quasi per rinunciare, quando per miracolo sbucano due notti all&#8217;<a href="http://www.evergreenlodge.com/" target="_blank">Evergreen Lodge</a>, che in realtà si trova appena fuori dall&#8217;entrata di <a href="http://www.hetchhetchy.org/" target="_blank">Hetch Hetchy</a>, e a una quarantina di minuti in auto da Yosemite Valley, ma è consigliatissimo anche su TripAdvisor. Bello, costa poco, che vuoi di più? Nulla&#8230; è che gli unici posti rimasti sono in tenda! Il <a href="http://www.evergreenlodge.com/customcamping.html" target="_blank">sistema</a> in realtà è parecchio furbo e casca a fagiolo per noi che di attrezzature da campeggio ovviamente non ne abbiamo neanche l&#8217;ombra: il prezzo comprende infatti la tenda, un materassino queen size, sacco a pelo, asciugamani, sedie da campeggio e una lanterna, oltre naturalmente all&#8217;accesso al bagno e a tutte le strutture del lodge. Io non sono mai andata in campeggio in vita mia (ci sarà un perché), e confesso che l&#8217;idea del bagno in comune mi lascia un po&#8217; perplessa ma <strong>non voglio </strong>rinunciare a vedere il parco, e così prenotiamo. Si rivela un&#8217;ottima decisione (per i dettagli sull&#8217;esperienza vedere <a href="http://www.minimoblog.it/2011/06/25/the-bear-necessities/" target="_blank">qui</a>). E per quanto riguarda il parco&#8230; non ci sono parole. Arriviamo per l&#8217;ora di pranzo, già catturati dalla bellezza della strada. Decidiamo di visitare la zona più vicina a noi, che è appunto quella di Hetch Hetchy, meno nota e frequentata, e facciamo una passeggiata di una quarantina di minuti a partire dalla diga (diga che, incidentalmente, fornisce acqua a tutta San Francisco e limitrofi&#8230;). Il panorama è <strong>spettacolare</strong>, anche se non c&#8217;è tempo di avventurarsi troppo in là. Rientriamo al lodge nel tardo pomeriggio, prendiamo possesso della nostra tenda e, dopo un&#8217;ottima cena in compagnia, ci addormentiamo sereni.</p>
<p>19 giugno: <em>Bridal Veil Fall, Yosemite Valley, Yosemite Falls, Mirror Lake</em><br />
Oggi facciamo tappa verso la zona più turistica del parco, Yosemite Valley, e ci rendiamo subito conto che la concezione di &#8220;parco naturale&#8221; qui è molto diversa dalla nostra: come spesso succede da questo lato dell&#8217;oceano, gli estremi si incontrano. Da un lato, lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yosemite_National_Park" target="_blank">Yosemite</a> è meta di circa 3,7 milioni di visitatori l&#8217;anno, la stragrande maggioranza dei quali arriva e si muove in auto, anche per oggettiva necessità, viste le distanze (esistono comunque delle navette). Le zone più turistiche, come la Yosemite Valley appunto, facilmente raggiungibili da chiunque (disabili compresi) direttamente in auto o con passeggiate brevi/brevissime, sono ovviamente frequentate da tutta una fauna (e non mi riferisco agli orsi!) di visitatori che non hanno nulla a che fare con il tipo di persone che ci aspetteremmo di vedere in un parco naturale. Sono turisti, né più né meno che al Colosseo o sull&#8217;Empire State Building, sono famiglie, bambini, anziani; alcuni nemmeno scendono dalla macchina e fotografano gli scorci più panoramici direttamente dal sedile del guidatore&#8230; Sono greggi di persone con calzature e indumenti totalmente fuori luogo, e se non possono arrivare in macchina alla loro meta, si mettono docilmente in coda per prendere la navetta ed evitare così ben 500 o 600 metri (!) di passeggiata in piano, spesso su vere e proprie strade asfaltate, anche se in mezzo al bosco&#8230;</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, più o meno il 95% del parco è <em>wilderness</em>, ovvero un ambiente naturale completamente incontaminato, lasciato a se stesso, al ciclo delle stagioni e degli eventi naturali (anche catastrofici). Basta scegliere un sentiero, munirsi di permesso (e della giusta attrezzatura) e partire: anche in alta stagione, le probabilità di non incontrare nessuno per km sono parecchio elevate! I sentieri sono segnati, ma non ci sono rifugi come sulle nostre montagne: semplicemente ci si ferma e si campeggia, stando attenti ovviamente agli orsi e agli altri animali e avendo cura di &#8220;disturbare&#8221; il meno possibile l&#8217;ambiente circostante. Due estremi, come dicevo, che non potrebbero essere più lontani, ma che si incontrano nella bellezza disarmante che il parco offre democraticamente a tutti, a ogni curva, a ogni scorcio, a ogni passo: non importa se c&#8217;è una marea di gente e noi non abbiamo né il tempo né l&#8217;attrezzatura per fare un&#8217;escursione seria e allontanarci dalla folla. Davvero non ci sono parole, ma solo la speranza che tutta questa bellezza continui a venire preservata per il futuro, perché <strong>tutti</strong> possano fruirne (anche i bambini che urlano e le signore con i tacchi&#8230;).</p>
<p>20 giugno: è tempo di rientrare, ma sulla vita del ritorno decidiamo di fare tappa a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mariposa_Grove" target="_blank">Mariposa Grove</a>. Un altro pezzetto di parco e un&#8217;altra serie impressionante di panorami incredibili: e quando arriviamo a destinazione, ci sono gli onnipresenti turisti, i bambini fastidiosi e urlacchianti, ma ci sono anche <strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;">le sequoie grandi come grattacieli. R</span></strong>iprendiamo la macchina e usciamo dal parco con il rimpianto di non averlo potuto visitare tutto, ma grati (e un po&#8217; storditi!) per quello che siamo riusciti a vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>9/17 giugno 2011 &#8211; a zonzo per il Delta della California</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:57:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[Qui le foto del viaggio] Avevamo espresso il desiderio di andare a San Francisco e, come già detto, siamo stati esauditi: il 9 giugno a un&#8217;ora indecente del mattino siamo partiti da Linate e, dopo più o meno 25 ore e &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=598">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://web.me.com/elleditrad/Photos/California_-_11.06.html" target="_blank">Qui</a> le foto del viaggio]<br />
Avevamo espresso il desiderio di andare a San Francisco e, come <a title="Aggiornamenti" href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=510">già detto</a>, siamo stati esauditi: il 9 giugno a un&#8217;ora indecente del mattino siamo partiti da Linate e, dopo più o meno 25 ore e mezza (!), crollavamo svenuti nell&#8217;abbraccio accogliente del letto più morbido del mondo, in quel di Woodbridge, CA. Che, lo so, NON è San Francisco, ma per certi versi si è rivelata anche meglio <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-598"></span></p>
<p>La casa era enorme e stupenda, in un sobborgo da telefilm completo di impianti di irrigazione automatica, cesti da basket nel vialetto, casalinghe in tenuta da jogging impegnate nella corsa mattutina, piscina (dei vicini, purtroppo, solo sbirciata dalla finestra); e naturalmente, dotata di tutti gli elettrodomestici possibili e immaginabili, con una dispensa grande come un bagno (e pieeeena), un congelatore in cui avrei potuto entrare senza neanche troppa fatica, tre-camere-e-tre-bagni. Insomma, non ci mancava veramente niente.</p>
<p>Abbiamo girato il più possibile, dotati com&#8217;eravamo della macchina più ridicola del mondo. Eccovi una mini-cronaca della prima parte della vacanza.</p>
<p>10 giugno &#8211; Lodi &amp; Stockton (vicinissime a casa, le abbiamo visitate giusto il primo giorno per tentare di abituarci al fuso): a Lodi veniamo colpiti per la prima volta da una sensazione che diventerà familiare, ovvero lo straniamento da &#8220;è tutto finto&#8221;. Case, negozi, auto, caserme dei pompieri, sembra tutto uscito da un film o da una serie TV. Molto ha contribuito anche il fatto che, a causa del fuso, fossimo in giro prestino, mentre tutti i negozi (abbiamo scoperto) aprono verso le 10. Non c&#8217;è in giro praticamente nessuno e sembra davvero di stare su un set cinematografico. Nel frattempo, i nostri &#8220;partner di scambio&#8221; sono serenamente approdati a casa nostra, con il valido supporto di una coppia di amici che si sono offerti di prestarsi per la consegna delle chiavi (grazie grazie grazie). Ci scrivono che sono molto contenti e che Gilles ha dato loro il benvenuto, quindi&#8230; siamo contenti anche noi.</p>
<p>11 giugno &#8211; Sacramento: dove fa un discreto freddino, tanto da indurci a entrare da Starbucks a recuperare un po&#8217; di calore corporeo. Abbiamo poi fatto un giro per downtown e midtown, quest&#8217;ultimo quartiere stupendo punteggiato di belle case. Nel pomeriggio, visita a <a href="http://www.oldsacramento.com/" target="_blank">Old Sacramento</a> e al <a href="http://www.csrmf.org/" target="_blank">California Railroad Museum</a>, davvero bello e interessante.</p>
<p>12 giugno &#8211; Columbia, Sonora e Jamestown: potevamo forse sottrarci al fascino del vecchio West e dalla Corsa all&#8217;Oro? Assolutamente sì! Ehm&#8230; no cioè volevo dire&#8230; assolutamente no! E così inforchiamo il cubo e ci dirigiamo verso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Columbia,_California" target="_blank">Columbia</a>, un tempo la seconda più grande città della California e definita &#8220;la gemma delle miniere del Sud&#8221;. Quello che noi chiameremmo il centro storico, cioè la Main Street, è perfettamente preservato, con negozi (di souvenir), il saloon, l&#8217;ufficio postale, e perfino gli abitanti in costume, e la vecchia scuola che sembra uscita dritta dritta da La Casa nella Prateria. A me, lo confesso, ha fatto un po&#8217; tristezza, così come <a href="http://www.jamestown-ca.com/" target="_blank">Jamestown</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sonora,_California" target="_blank">Sonora</a>, quest&#8217;ultima forse appena un po&#8217; più viva delle altre due. Sicuramente si tratta di posti affascinanti e ricchi di storia, ma per tanti (troppi) è stata una storia di speranze bruciate e di fallimenti, e secondo me si sente. Il paesaggio sulla strada del ritorno, però, è assolutamente <strong>spettacolare</strong>.</p>
<p>Per riposarci un po&#8217; e, almeno per un giorno, non fare troppi km, decidiamo di visitare <a href="http://www.ragingwaters.com/">Raging Waters</a>&#8230; dove ci divertiamo e ci scottiamo come due cretini <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>15 giugno &#8211; Sonoma &amp; Napa Valley: bei paesaggi, ma veramente niente di più. Sarà che a colline e vigne a perdita d&#8217;occhio ci siamo abituati, e che ovviamente la nostra meta non erano le degustazioni? Abbiamo avuto la netta impressione che questi posti abbiano subito più di altri l&#8217;impatto della crisi&#8230; e toccato con mano che la Lonely Planet California, per fortuna acquistata su Kindle per poche sterline, <strong>non vale veramente niente </strong>e risale *almeno* al 2008, visto che segnalava ancora come aperto il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/COPIA" target="_blank">COPIA</a>, forse il principale motivo per il quale siamo andati a Napa e che è sbarrato proprio dal 2008.<br />
Sonoma ci è parsa molto più carina della sua cugina &#8220;chic&#8221;, che in realtà a me di chic non è sembrata avere proprio nulla&#8230;</p>
<p>Tornando da Sonoma, su una radio locale che trasmette musica country (!), sentiamo la pubblicità della <a href="http://www.sanjoaquinfair.com/" target="_blank">fiera della contea</a>. Potevamo mica mancare? Detto fatto, il giorno dopo ci troviamo immersi ancora una volta in un&#8217;atmosfera da film, al sapore di corn dog e zucchero filato, con gente che si rimpinza di birra e di fritti con 90°C all&#8217;ombra (ettecredo che poi sono sovrappeso), e perfino la <strong>corsa dei maiali</strong>. LOL.</p>
<p>Il 17 giugno ci dirigiamo verso Modesto, nota al grande pubblico come la cittadina dove è ambientato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/American_Graffiti" target="_blank">American Graffiti</a> e (appunto) il luogo natale di George Lucas. Detto tutto questo, a noi è parsa la città più insulsa del Nord America e limitrofi; è anche l&#8217;unica dove abbia visto con i miei occhi uno Starbucks <em>in procinto di chiudere!</em> Per la disperazione ci rifugiamo in un centro commerciale poco fuori città. Ma ci consoliamo in fretta, perché il giorno dopo ci aspetta ben altro&#8230;</p>
<p>[continua]</p>
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		<title>12 febbraio 2011 &#8211; Aeroporto di Vantaa</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:36:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Complimenti all&#8217;aeroporto di Helsinki che è probabilmente il più caro di questo emisfero&#8230; vabbè. Siamo però molto soddisfatti di noi stessi per aver risparmiato almeno 20€ raggiungendo l&#8217;aeroporto con un comodissimo autobus, che fermava giusto dall&#8217;altra parte della strada, anzichè &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=550">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti all&#8217;aeroporto di Helsinki che è probabilmente il più caro di questo emisfero&#8230; vabbè. Siamo però molto soddisfatti di noi stessi per aver risparmiato almeno 20€ raggiungendo l&#8217;aeroporto con un comodissimo autobus, che fermava giusto dall&#8217;altra parte della strada, anzichè in taxi. Casa pulita, bucato fatto, bagagli reimpacchettati, e per la prima volta nella mia vita mi sono ritrovata a chiedermi se la roba da mettere in valigia fosse davvero tutta lì. Direi che l&#8217;esperimento &#8220;<a href="http://www.minimoblog.it/2011/02/15/viaggiare-leggeri-i/" target="_blank">Travellin&#8217; Light</a>&#8221; ha funzionato <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <span id="more-550"></span><br />
Abbiamo trascorso le nostre ultime due giornate finlandesi, rispettivamente, visitando il parco naturale di Nuutsio, comprensibilmente deserto e di una bellezza da togliere veramente il fiato, e tornando sul luogo del delitto: ovvero un altro parco naturale, questo vicinissimo a casa perché si estende da Vantaa fino a Helsinki, con sentieri e passaggi di ogni tipo per praticare il fondo, fare escursioni, andare a cavallo etc. È stato il primo posto dove ci siamo diretti subito dopo aver accompagnato all&#8217;aeroporto i nostri ospiti, una settimana fa; e dove, in un piccolo chalet in mezzo agli alberi, abbiamo bevuto caffè e mangiucchiato una frittellona calda ripiena di marmellata di lamponi che mi sogno ancora di notte. Ci è sembrato giusto tornarci per chiudere degnamente la nostra esperienza finnica.</p>
<p>Siamo al gate e ovviamente gli italiani abbondano; altrettanto ovviamente&#8230; urlano al telefono.</p>
<p><strong>La nostra Finlandia in pillole</strong></p>
<p><em>Cadute sul ghiaccio</em>: 2 (mie, di cui una decisamente spettacolare, mi dicono; e il livido che ho lo dimostra) e mezza (di Marco, che IO ho salvato dalla rovina)</p>
<p><em>Parola ripetuta più volte in assoluto</em>: TERVETULOA!, che si legge ovunque, e ovviamente&#8230; PULLA. Ho appena mangiato l&#8217;ultima, ma nel mio trolley riposa felice un pacco di preparato da 2 kg che allieterà quanto resta del nostro inverno.</p>
<p><em>Mascotte ufficiale</em>: il <a href="http://www.moomin.com/eng/index.html" target="_blank">Muumi</a> naturalmente, protagonista di una serie a fumetti e immortalato anche su una famosissima linea di tazze Arabia. Il che mi porta alla voce successiva:</p>
<p><em>I left my hearth in Finland for&#8230;</em> qualsiasi cosa abbia &#8220;Iittala&#8221; scritto sopra. I finlandi ci san fare con il design, daterettamme.</p>
<p><em>Numero di caffè bevuti</em>: troppi. Qui il caffè è <strong>buono</strong>. E infatti me ne sono portata a casa un pacco. Ebbene sì, sono l&#8217;unica italiana al mondo che importa caffè dalla Finlandia, va bene? Il caffè americano che si trova da noi fa schifio.</p>
<p><em>Marco</em>: che bello, è come se fossimo già tornati in Italia! Davanti gente già pronta all&#8217;imbarco, 10 minuti prima dell&#8217;apertura; a sinistra uno che parla in inglitaliano al cellulare; a destra tre che berciano di Vimeo e Youtube, ovviamente a volume italiano, guardando slideshow su un iPad, con musichina altrettanto ovviamente a volume italiano. Sono già felice.</p>
<p><em>I left my hearth in Finland for&#8230;</em> il silenzio. Ne sento già la mancanza.</p>
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		<title>9 febbraio 2011 &#8211; Helsinki / Arabia outlet &amp; Hakaniemi, cattedrali</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:34:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi non nevica e la temperatura è decisamente bassina, in più c&#8217;è un bel venticello artico che sposta la neve mica male. Insomma, viva san Goretex e viva le termiche, perchè senza mi sa che non potremmo uscire di casa. &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=547">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi non nevica e la temperatura è decisamente bassina, in più c&#8217;è un bel venticello artico che sposta la neve mica male. Insomma, viva san Goretex e viva le termiche, perchè senza mi sa che non potremmo uscire di casa. Viva anche le ruote chiodate della nostra Mondeo, perchè qui le strade NON le puliscono: semplicemente, tutti vanno piano, tutti hanno le ruote adatte e nessuno fa manovre da pirla&#8230; <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-547"></span></p>
<p>Meta della mattinata: <a href="http://www.arabia.fi/web/Arabiawww.nsf/en/home" target="_blank">l&#8217;outlet Arabia</a>, per la serie &#8220;facciamoci un giro in tram E del male&#8221;. L&#8217;ho già detto che io e il design finnico etc.? Ecco, il dialogo continua. Anche Marco ha trovato parecchi argomenti, e in realtà facciamo un paio di volte il giro del negozio tra l&#8217;esaltato (guardaaaa), l&#8217;intristito (non <em>potremo</em> MAI portarlo in aereo&#8230;) e il sollevato (non <em>potremmo</em> MAI portarlo in aereo). Valutiamo la possibilità di cercare di far passare come bagaglio a mano un meraviglioso carrello/barbecue spingendolo a mo&#8217; di deambulatore, ma poi torniamo in noi e ci limitiamo a prendere un portacandela di Alvar Aalto. Piccolo, giuro.</p>
<p>Il peggio/meglio, però, deve ancora venire: accanto all&#8217;outlet c&#8217;è un altro negozio solo apparentemente più dimesso, dove troviamo una serie di attrezzature per la griglia e la cucina che MOLLAMI. Marca mai sentita da noi, e ovviamente non possiamo comprare nulla malgrado i prezzi assolutamente abbordabili; a parte un regalino per i nostri ospiti e un favoloso <em>Kesto-leivinpaperi</em> (a voi scoprire cosa sia, se avete voglia, io vi dico solo che penso sia una genialata senza confini). Una volta a casa scopriremo che in Italia effettivamente i loro prodotti non arrivano, ma che volendo si possono comprare online. Marco è <strong>felice</strong>.</p>
<p>Riprendiamo il tram fino al mercato coperto di <a href="http://www.hakaniemenkauppahalli.fi/" target="_blank">Hakaniemi</a>, che ci ricorda in piccolo il Pike Place Market e dove mangiucchiamo qualcosa, tra stand di cibi vari, legnosità e lanosità assortite e una coppia di italiani in evidente difficoltà linguistica (strano eh?).</p>
<p>Ci avventuriamo fuori e andiamo a visitare la cattedrale protestante neoclassica, che per quanto mi riguarda è una mostruosità inguardabile, e la cattedrale ortodossa. Il clima è molto russo, in effetti <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Torniamo verso il centro e facciamo una puntata all&#8217;ufficio del turismo, dove l&#8217;efficientissima addetta ci fornisce istruzioni su come evitare di prendere il taxi per andare all&#8217;aeroporto sabato (!), e da lì passiamo quasi per caso (io, lo ammetto, inizialmente l&#8217;avrei bypassato) in un <a href="http://www.flickr.com/photos/iippa/3456025637/" target="_blank">caffè stupendo</a>, paste e wifi compresi, dove facciamo tappa scattando foto a qualsiasi particolare, dimenticabile e non. Le tazze sono di design, ovviamente. Nessuna conclusione di giornata può essere più degna di questa, e di conseguenza ci facciamo violenza e lasciamo l&#8217;atmosfera ovattata del caffè direzione stazione ferroviaria e trenino verso casa.</p>
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		<title>8 febbraio 2011 &#8211; Helsinki / Kiasma e Museo del Design</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 14:21:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nevica bello forte: Marco deve porre mano alla pala per rendere praticabile il vialetto. Lemmi lemmi, incrociando altre macchine che vanno altrettanto lemmi e gente che aspetta serena l&#8217;autobus con condizioni meteo che per noi significherebbero blocco totale del paese, &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=545">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nevica bello forte: Marco deve porre mano alla pala per rendere praticabile il vialetto.</p>
<p>Lemmi lemmi, incrociando altre macchine che vanno altrettanto lemmi e gente che aspetta serena l&#8217;autobus con condizioni meteo che per noi significherebbero blocco totale del paese, isole comprese, ci dirigiamo verso la nostra stazione. I mezzi pubblici sono effettivamente cari da queste parti, in particolare il trenino (che è praticamente una metro) che da Vantaa porta in centro (4€), ma funzionano egregiamente anche in condizioni di tempo veramente estreme come quelle di oggi: il sito dell&#8217;azienda trasporti segnala &#8220;major disruptions&#8221; alla circolazione a causa della nevicata, che per noi si sono tradotti in un ritardo credo di una decina di minuti scarsi, peraltro regolarmente segnalato sui pannelli a ogni stazione e a voce dal macchinista <em>(dal </em><strong><em>macchinista</em></strong><em>, non da una voce sintetizzata, capito Trenitalia? &#8211; NdMarco)</em>. Sigh.<span id="more-545"></span></span></p>
<p>La nostra meta principale di oggi è il museo di arte contemporanea, o <a href="http://www.kiasma.fi/" target="_blank">Kiasma</a>, che però si rivela una delusione totale e un mezzo furto: 3 piani su 5 sono chiusi, e la temporanea visitabile lascia francamente molto a desiderare. La cosa più apprezzabile del museo sono lo shop e la struttura dell&#8217;edificio, e ci sentiamo discretamente turlupinati. Pensavo che queste cose succedessero solo da noi, ma mi consolo&#8230;</p>
<p>Usciamo un po&#8217; abbacchiati e andiamo a dare un occhio al <a href="http://www.designmuseum.fi/" target="_blank">Museo del Design</a>, che si rivela un po&#8217; meglio (non che ci volesse molto) e conferma la mia impressione sul fatto che io e il design finlandese abbiamo MOLTO da dirci (forse pure troppo). Per pranzo finiamo per tornare al centro commerciale dei giorni scorsi, sempre sotto la neve, e poi sull&#8217;Esplanade, per un giro alla <a href="http://www.galinsky.com/buildings/academicbookshop/index.html" target="_blank">libreria accademica</a>, dove libri in svedese, finlandese e inglese coabitano felicemente sotto i lucernari (<em>un sospiro emozionato al ricordo di quella </em><strong><em>enorme </em></strong><em>e </em><strong><em>bellissima</em></strong><em> libreria &#8211; NdMarco)</em>; nel negozio turisticissimo di souvenir finlandesi vari (alcuni davvero belli, ma decisamente overpriced); nello store <a href="http://www.galinsky.com/buildings/academicbookshop/index.html" target="_blank">Iittala</a>, dove vabbè, caliamo un velo pietoso, vedere sopra alla voce &#8220;quel che abbiamo da dirci io e il design finnico&#8221;; e nel negozio di Arika, altro marchio finlandese noto in particolare per i gioielli in legno, molto carino davvero. Mio unico rimpianto, il flagship store di <a href="http://www.marimekko.com/" target="_blank">Marimekko</a> purtroppo è in fase di rifacimento totale e quindi chiuso <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Delle nostre serate non sto dicendo nulla perchè, molto semplicemente, torniamo a casa, ci immergiamo nel calore *favoloso* della sauna, ci facciamo una doccia, diamo un&#8217;occhiata alle notizie e alla posta mentre il buio cala definitivamente fuori dai finestroni della cucina, ascoltando la radio bassa bassa come le luci delle candele, ceniamo, guardiamo un po&#8217; di TV (il piatto forte è &#8220;<a href="http://longwayround.com/" target="_blank">Long way round</a>&#8221; su BBC Knowledge, che adoro ma che mi mette anche addosso un gran tristezza), e poi crolliamo a letto.</span></p>
<p>Niente di che insomma, ma poter tornare *a casa* è particolarmente piacevole con questo clima (anche a parte la sauna). Il pensiero di dover uscire per cena, come saremmo costretti a fare se fossimo in albergo&#8230; BRRRRR non ci voglio neanche pensare. Apprezzo anche tantissimo il fatto di poter mangiare cibo &#8220;vero&#8221; almeno una volta al giorno, anzi due perchè c&#8217;è anche la colazione, che facciamo con un caffè davvero buonissimo, yogurt al naturale e muesli.</p>
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		<title>7 febbraio 2011 &#8211; Helsinki / Suomenlinna</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 14:20:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giornata è bella, anche se freddina (!) (si orbita intorno ai -10 &#8211; NdMarco): ci dirigiamo verso Helsinki con il trenino pendolare, dove neanche a dirlo anche il controllore cinquantenne parla perfettamente inglese. Sbarcati in città, raggiungiamo l&#8217;ufficio informazioni &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=541">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata è bella, anche se freddina (!) <em>(si orbita intorno ai -10 &#8211; NdMarco)</em>: ci dirigiamo verso Helsinki con il trenino pendolare, dove neanche a dirlo anche il controllore cinquantenne parla perfettamente inglese. Sbarcati in città, raggiungiamo l&#8217;ufficio informazioni per recuperare una cartina dei mezzi e acquistiamo anche un biglietto cumulativo (treno+mezzi), valido 48 ore dalla prima convalida, al costo di 18€.</p>
<p>Visto il meteo favorevole, decidiamo di prendere il traghetto e visitare la fortezza di <a href="http://www.suomenlinna.fi/en/" target="_blank">Suomenlinna</a>, che è anche sito Unesco. La stragrande maggioranza di musei e dei punti di ristoro sull&#8217;isola sono chiusi, ma il semplice spettacolo del mare ghiacciato fino all&#8217;orizzonte, con una nave solitaria che ci si muove lentissima in mezzo, vale il viaggio. Terminiamo il giro a piedi e riprendiamo il traghetto per tornare in città, dove mangiamo qualcosa (zuppa!), beviamo un caffè e poi ci muoviamo in direzione <a href="http://www.designdistrict.fi/design_district" target="_blank">Design District</a>. Lo shop del Design Forum, che visitiamo con atteggiamento direi religioso, straripa di cose bellissime che cerchiamo di ignorare o quasi, ripetendoci a vicenda che &#8220;tanto non potremmo portarlo in aereo&#8221; (inserire qui tono di auto-convincimento).</p>
<p>Marco: Suomenlinna è uno spettacolo, la vista è da togliere il fiato. E i ragazzini con gli sci su un isolotto con quota massima di 10 metri slm danno quel tocco di comic relief che non fa mai male. Sembrava di vedere una puntata di <em>Jackass </em> <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>6 febbraio 2011 &#8211; Porvoo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 15:35:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giornata è stata funestata (perchè se hai problemi di OCD le tue giornate possono essere funestate da questo tipo di cose) dalla scoperta che in nessuna delle due auto che ci sono state gentilmente lasciate dai padroni di casa &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=539">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata è stata funestata (perchè se hai problemi di OCD le tue giornate possono essere funestate da questo tipo di cose) dalla scoperta che in nessuna delle due auto che ci sono state gentilmente lasciate dai padroni di casa funziona l&#8217;accendisigari. Eccheccifrega, direte voi? Mica fumate! No, non fumiamo, risponderò io, ma il TomTom va a batteria. E io NON sono in grado di leggere una cartina stradale. <span id="more-539"></span>Probabilmente, in un&#8217;altra vita sono morta soffocata da una mappa, sta di fatto che per me il GPS è la più grande invenzione mai concepita dall&#8217;uomo, probabilmente anche prima delle brioscine alla cannella. La vocina rassicurante del navigatore, che mi dice dove sto andando e a volte anche perchè (!), è il segnale che delle maledette cartine non devo più preoccuparmi. Fino a stamattina. Dopo la tremenda scoperta, dato che il TomTom è quasi scarico, lo stacchiamo e recuperiamo una (argh) mappa della zona: siamo diretti a <a href="http://www.porvoo.fi/en" target="_blank">Porvoo</a>, a una cinquantina abbondante di km da casa. Marco, che è dotato di senso dell&#8217;orientamento, non pare molto turbato e imboccando la statale o quel che è gira deciso a destra; io spiego la cartina con estrema riluttanza e tempo zero gli sto giá dicendo che ha sbagliato. In realtà l&#8217;unico suo errore è darmi retta&#8230; la direzione era giustissima, e io sto per mettermi a frignare come una bambina di tre anni, manca poco che batta pure i piedi. Inveisco nell&#8217;ordine contro i finlandesi &#8220;che insomma, ma non è possibile non avere un accensigari che funziona su due&#8221;, il libretto di uso e manutenzione dell&#8217;auto (la cui sezione sull&#8217;accendisigari ho tradotto (!) dal finlandese, con la sola forza della speranza remotissima che gli accendisigari a nord del 45º parallelo funzionino diversamente e vadano attivati (!!) ), e infine naturalmente il navigatore, che potrebbe anche alimentarsi chenneso, a sputi, a cristi (nel qual caso non avremmo avuto problemi), a pacche sulle spalle&#8230;</p>
<p>Sta di fatto che a Porvoo ci arriviamo benissimo, non si muore nemmeno di freddo e il centro storico e la zona sul fiume sono davvero carini, anche se molti posti sono chiusi, sia perchè siamo ovviamente in bassissima stagione, sia perchè è domenica.</p>
<p>Facciamo un giro, giusto il tempo di renderci conto che quello stradone ghiacciato dove passano in motoslitta in realtà sarebbe il fìume (!), occhieggiare la stazione sciistica più piccola del mondo, mangiare un hamburger (buono, anche se piccino) nella versione finlandese di McDonalds, e dirigerci verso casa. Anche al ritorno nessun problema, almeno finchè non decidiamo di lasciare la strada &#8220;nota&#8221; per andare a verificare dove sia la stazione dalla quale domani prenderemo il trenino per Helsinki. Come si sa il finlandese non è la lingua più friendly del mondo a prima vista, e anche a seconda, e andarsene in giro cercando di associare manciate di vocali messe insieme in modo apparentemente casuale con altrettante manciate altrettanto casuali, rispettivamente sui cartelli stradali e sulla cartina, non è proprio semplice&#8230; Insomma, per farla breve abbiamo in qualche modo individuato la stazione più vicina (nonchè una più lontana) e siamo riusciti a tornare a casa. Non prima di aver fatto un giro nella zona industriale di Vantaa (ehm), e sfruttando quanto rimaneva della carica del navigatore, altrimenti venivano a scongelarci domattina, ma sono dettagli.</p>
<p>Senonchè, COLPO DI SCENA! In mattinata, i sensi probabilmente acuiti dalla disperazione (!), avevo notato che l&#8217;autoradio era dotata di porta USB, e questo aveva alimentato una piccola fiammella di speranza&#8230; tutto stava nel recuperare il cavo giusto e verificare se l&#8217;alimentazione fornita fosse sufficiente. Arrivati a casa ho immediatamente trovato il cavo (in difetto, probabilmente ne avrei fabbricato uno a mani nude, con il legno della betulla qui fuori) e Marco ha provveduto a fare la prova, mentre io da dentro casa improvvisavo un rito pagano propiziatorio. Del quale posso fornire i dettagli a eventuali colleghe di OCD, perchè HA FUNZIONATO! Potrò risentire la vocina rassicurante che mi dice di tornare indietro quando posso!</p>
<p>Seguono caffè e sauna celebrativa. Sipario.</p>
<p>Marco: Immaginatemi scuotere la testa, alzare gli occhi al cielo, ridacchiare e darmi manate sulla fronte. Ecco, questa è stata l&#8217;attività che ha occupato buona parte della mia giornata. <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Sarà che a me <strong>piace</strong> l&#8217;idea di usare una mappa invece del gps, sarà forse che a me hanno insegnato a leggerle quando ero bambino, non so, però il panico di Laura quando ha scoperto il problema l&#8217;ho trovato, come dire, comico.</p>
<p>Gran bella zona industriale, comunque. Si sappia in giro che il tour era VOLUTO.</p>
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		<title>5 febbraio 2011 &#8211; Vantaa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 17:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra quasi strano, ma siamo qui già da più di un giorno. Cala il buio e si accendono luci ovunque, fuori e dentro le case. Siamo immersi in un paesaggio da sogno, neve a perdita d&#8217;occhio, alberi a perdita d&#8217;occhio, &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=537">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra quasi strano, ma siamo qui già da più di un giorno. Cala il buio e si accendono luci ovunque, fuori e dentro le case. Siamo immersi in un paesaggio da sogno, neve a perdita d&#8217;occhio, alberi a perdita d&#8217;occhio, case di legno e di pietra di ogni colore, gente imbacuccata ma non troppo, bambini (in genere bellissimi) avvolti di piuma e di pile, e vocali. Aiutatemi a dire TANTE vocali. La traduttrice che è in me ha <strong>dovuto</strong> comprare una app per capire il significato di tutte quelle vocali!<span id="more-537"></span></p>
<p>E poi il silenzio. Dopo un&#8217;ora dal nostro arrivo in casa (atterraggio in perfetto orario, nessun problema con i bagagli, e due persone sorridenti che ci aspettavano all&#8217;arrivo), Marco era già pronto a vendersi la primogenitura per questo silenzio. La neve, gli alberi, la densità ridicola della popolazione, magari anche gli infissi (!): il silenzio qui si tocca e si annusa. E direi che sa di caffè (la bevanda nazionale finlandese), di cannella (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pulla" target="_blank">pulla!</a>) e di legno. Ad esempio, il legno della sauna che si sta scaldando in questo momento al piano interrato <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Lo ammetto, sono una persona dai facili entusiasmi (la considero una virtù), e quando viaggio è difficile che non mi esalti per questo o per quello. Ma viaggiando con Homelink è impossibile il contrario. Ieri sera una cena spettacolare a lume di candela, chiacchierando e ridendo con i padroni di casa; stamattina, una colazione altrettanto spettacolare (con tanto di uova e bacon per un certo tizio che conosco, e di yogurt, lamponi e succo di mela fatto in casa). Direi che in nessun altro modo avremmo potuto ritrovarci a fare un <strong>vera</strong> sauna finlandese in una <strong>vera</strong> casa finlandese!</p>
<p><em>Marco</em>: risalgo dal locale sauna dopo aver aggiunto l&#8217;ultimo ceppo, tra 10 minuti sarà pronta. Che dire? Per ora l&#8217;esperienza è, come al solito, più che positiva: padroni di casa eccezionali (per dirne una, quando abbiamo accennato alla possibilità di noleggiare un&#8217;auto non hanno voluto sentire ragioni e ci hanno lasciato le chiavi di entrambe le loro&#8230;), clima nemmeno troppo rigido e soprattutto <em>silenzio</em>, tanto silenzio. Perfino il centro commerciale, pieno di gente, era quasi silenzioso (unica eccezione: padre e figlio italiani&#8230; vabbé, sorvoliamo).</p>
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		<title>4 febbraio 2011 &#8211; Da qualche parte sopra la Polonia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 12:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[bagagli]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[finnair]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo in aria da qualche parte sopra la Polonia (credo), e balliamo pure discretamente. Per ora Finnair ci piace, imbarco e partenza in orario perfetto e perfino un buon panino pesto, pollo, pomodoro e mozzarella. Mi sono studiata i due &#8230; <a href="http://www.tradinfo.it/hlink/?p=535">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in aria da qualche parte sopra la Polonia (credo), e balliamo pure discretamente.</p>
<p>Per ora Finnair ci piace, imbarco e partenza in orario perfetto e perfino un buon panino pesto, pollo, pomodoro e mozzarella. Mi sono studiata i due capitoli della Lonely Planet e direi che l&#8217;unico problema potrebbe essere&#8230; il freddo. Speriamo bene <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-535"></span></p>
<p>All&#8217;aeroporto mi sono anche aggiudicata un magnifico portafoglio di Furla (San Valentino in anticipo), dalle dimensioni &#8220;minime&#8221;, che ben si adatta al nuovo corso. Ebbene sì, siamo riusciti a partire con un trolley a testa, più la Crumpler e la mia borsa, che comunque è di dimensioni veramente limitate e che potrei comunque lasciare a casa in favore del portafoglio di cui sopra (e del burrocacao!).</p>
<p>Potendo sfruttare la lavatrice di casa, abbiamo messo in valigia sono un paio di pantaloni e un pile a testa, 2 termiche, i pigiami, un &#8220;completo da casa&#8221;, sempre utile quando si viaggia con Homelink, la biancheria ovviamente, infradito, il beautycase, sciarpe, guanti e cappelli; e naturalmente abbiamo addosso un altro paio di jeans, un cambio di biancheria, un maglione e le scarpe (limitate quindi a un paio solo). Marco <em>non</em> ha portato la macchina fotografica, ma &#8220;solo&#8221; portatile, iPhone, Kindle; io ho con me iPhone e iPad, che sto usando per scrivere in questo momento. Niente libri cartacei e niente guide, sostituiti da ebook e app; occhiali da sole, sperando che servano!, navigatore per evitare di perderci in mezzo a posti dai nomi impronunciabili. La bigiotteria della sottoscritta, e un vasetto di marmellata home made da lasciare ai padroni di casa <img src='http://www.tradinfo.it/hlink/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dovremmo arrivare tra poco meno di un&#8217;ora.</p>
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